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lunedì 13 giugno 2011

Ieri, oggi e domani come sarà?

Le nostre vite sono incasinate. Sono segnate da situazioni intricate, ambigue ed incomplete. Beh, chi di voi non ha mai pensato al futuro? Quanto è bello e rassicurante fare proiezioni improbabili sul nostro futuro! Tutto si risolve! Tutto diventa più facile! E come nelle trame dei migliori film di sempre, il lieto fine è assicurato: incessante applauso del pubblico, titoli di coda e se immagino come sottofondo una colonna sonora accattivante, ottengo un CAPOLAVORO! .
Purtroppo, nella realtà, non accade proprio così…
La verità? Non basta vivere giorno per giorno, neanche ora per ora, infatti, ciò che accade in un secondo, può determinare l’esito della nostra giornata.

Partendo da questo mio pensiero, approfitto per ricordare un grande film (della  serie: film così non se ne faranno mai più...).

"Ieri, oggi, domani" di Vittorio De Sica, ITA, 1963.

domenica 15 maggio 2011

I "Poveri ma Belli"

                                              

Dedicato a noi: insoddisfatti della vita, che non sanno fare la scelta giusta, che dubitano, che si pongono domande a cui non sanno poi rispondere…
C’è poco da dire, su una cosa sono sicura: amo elencare!
Questo post lo dedico a chi si sente metaforicamente un “Povero ma Bello”…
Povero, perché si pone sempre degli obiettivi da perseguire, nonostante la scarsità dei mezzi a disposizione e Bello, perché, comunque vadano le cose, ci prova sempre!!!.

Salvo o cancello?

GLI INSODDISFATTI

A volte contiamo i chilometri, a volte gli anni, i mesi, le settimane, i giorni, gli oggetti, le pagine dei libri…Passiamo la nostra vita ad accorgerci che manca qualcosa o che non abbiamo abbastanza tempo per terminarla. Tutto ciò ci affligge irrimediabilmente e ci fa sentire scontenti, insoddisfatti, falliti, inadeguati, depressi, stressati, tristi, egoisti e, alla fine, cattivi.
Abbiamo la possibilità di scegliere fra tante vie diverse e tanto imbocchiamo sempre la più complicata e, se anche imboccassimo quella facile, la lasceremmo presto per quella difficile continuando a cercare di dimenticare quella facile…e perché no…provando anche dei rimorsi terribili.
Abbiamo tanti sogni, tutti bellissimi, meravigliosi, ma altrettanto inarrivabili, o comunque non tutti insieme. Riusciamo ad immaginarli così bene, da poterli sostituire con la realtà, fino a che non ci stanchiamo anche di quelli o, peggio ancora, sogniamo quelli degli altri.
Vogliamo, facciamo, otteniamo, partiamo, arriviamo, ma rimaniamo sempre nello stesso punto.
Non accettiamo che le cose possano anche andare male, perché al giorno d’oggi non c’è tempo, non c’è modo, non c’è verso e, se proprio deve accadere, non  è colpa nostra ma di qualcun altro…
ACCONTENTARSI: è un verbo pronominale intransitivo, chi lo sa fare è bravo, ha capito come si vive. Io no, non so farlo, perché nel mio vocabolario della vita  ho anche altre parole: DUBBIO, RIMPIANTO, FORTUNA, PAURA, INSICUREZZA, GIUDIZIO, STIMA, POTERE, DENARO, DOLORE.
Conosciamo tante persone: le stimiamo, le odiamo, gli vogliamo bene, ma in realtà amiamo solo noi stessi. Tu mi rincorri e io ti allontano, tu ti stanchi e io allora ti rincorro, in  realtà non so neanche perché lo facciamo, però sentiamo che è giusto così, perché ci manca qualcosa…Ed eccoci di nuovo a tenere la contabilità della nostra vita! Contiamo le amicizie, quelle nuove, quelle finite, quelle che ancora durano (e chissà per quanto ancora), contiamo i soldi, contiamo gli esami, contiamo tutte le cose degli altri e le paragoniamo alle nostre, cercando invano una consolazione.
A forza di contare ciò che manca, ho perso il filo del discorso e mi viene naturale da chiedermi:”Forse manca sempre qualcosa perché otteniamo troppo?”.